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Ciclo delle festività religiose e degli eventi ad Escolca


Utilizzando la consuetudine di ascendenza bizantina di far coincidere l’inizio dell’anno con il mese di settembre, le feste celebrate oggi nel paese di Escolca con rito sia religioso che civile sono la festa in onore di S. Liberato l’11 settembre, di S. Antonio abate il 17 di gennaio, di S. Simone il lunedì dopo Pentecoste.
In linea di massima soltanto il rito religioso viene osservato per la celebrazione di Sant’Isidoro la seconda domenica di ottobre, Santa Cecilia patrona del paese il 22 novembre, San Sebastiano il 20 gennaio, San Giovanni Battista il 24 e San Pietro il 29 giugno, la Vergine delle Grazia il 2 luglio.
Se dunque festività solenni come erano un tempo le celebrazioni della Vergine delle Grazie o S. Sebastiano oggi persistono solo in chiave religiosa, sembrano essere ormai totalmente decadute le festività pure solenni riservate un tempo a S.Antioco, S. Greca e S. Lucia.
 
Santu Liberau (San Liberato)
Sono venerati in Sardegna, nonostante non gli sia mai stata dedicata alcuna chiesa, numerosi Santi vissuti durante il primo millennio cristiano; il loro simulacro spessa figurategli altari secondari delle chiese parrocchiali. Questo è il caso di S. Liberato, al quale nessuna chiesa in Sardegna sembra essere stata intitolata, venerato a Escolca l’11 settembre.
Non si conosce il periodo in cui culto di S. Liberato è stato introdotto a Escolca. Le Respuestas, il Catalogo di Joseph Masala e il Casalis non fanno cenno alcuno alla venerazione di questo Santo.
Delle celebrazioni di S. Liberato a Escolca troviamo una prima attestazione nelle Notizie Storico-Statistiche di Perra, che la annovera tra le feste celebrate in parrocchia, con vespri, messa cantata e panegirico. Secondo Perra, è possibile che la devozione versi S. Liberato sia stata introdotta ad Escolca dall’ordine degli eremitani di S. Agostino, che si suppone occupassero il convento che sorgeva nei pressi della chiesa della Madonna delle Grazie prima che vi si insediassero, dopo il 1650, i Padri Trinitari.
Se così fosse, il culto di S. Liberato sarebbe stato introdotto a Escolca tra il 1400 – anno in cui l’ordine degli agostiniani si insediò in Sardegna – e il 1650. questa notizia è documentata nell’opera di Pietro Martini e nell’opera cinquecentesca del Vico, che scrive che nel 1400 alcuni religiosi di quest’ordine fondarono un convento nel borgo Lappola a Cagliari, in prossimità di sorge la chiesetta in cui era stato depositato il corpo di S. Agostino. Scrive ancora il Martini nelle stesse pagine: “Nel 1649 questa provincia (sarda) era composta da dieci conventi, come si chiarisce da libro intitolato Costitutiones ordinis eremitanum Santi Augustini, Romae 1649”; tra i dieci conventi l’autore menziona testualmente anche il convento Scoreanus, che si crede esistesse nella villa di Escolca.
Potrebbe dunque essere possibile che, di introduzione molto antica, la festa in onore di S. Liberato sia caduta in disuso in determinati periodi tra cui, evidentemente, la seconda metà del ‘700 – per poi essere ripresa in periodo successivo.
Oggi la festa viene celebrata con particolare devozione; questa è anzi, assieme a San Simone, sa festa manna, la festa maggiore del paese. Ai festeggiamenti religiosi curati da is priorissas, che consistono nella celebrazione della messa e nella processione, si affiancano sempre i festeggiamenti civili, che hanno una durata variabile tra i tre e i cinque giorni.
La festa civile è organizzata da 15 obreris che si quotano personalmente e che recuperano parte del denaro che serve per finanziare la festa con sa cicca, la questua, e con i proventi di una piccola bettola improvvisata, sa parada.
A quanto riferiscono gli anziani, in passato l’importanza della festa di S. liberato era dovuta al fatto che segnava il passaggio tra la fine di un’annata agraria e l’inizio della nuova.
A Capodanni venivano stipulati i contratti di lavoro annuali tra proprietari terrieri e lavoratori, ed era usanza che la festa di S. Liberato costituisse il riferimento temporale per questo genere di scadenza: l’avvio di un nuovo ciclo, infatti, iniziava già dal giorno successivo alla conclusione della festa.
 
Santa Sitzilia (Santa Cecilia)
S. Cecilia è la titolare della parrocchia di Escolca. Nelle Respuestas, il rettore Planta definisce “antichissima” la chiesa parrocchiale di Escolca ma scrive di non essere a conoscenza di quando sia stata edificata. Tuttora non si sa quando la parrocchia di S. Cecilia sia stata costruita; la chiesa è sicuramente antecedente all’anno 1583, come testimonia la presenza di una pietra, incassata nella parete destra dell’edificio, in cui è incisa questa data. La chiesa, che prima si estendeva fino alla porta laterale esposta a sud, secondo Perra fu ampliata nel 1583, in prossimità della porta maggiore, e la data incisa sulla pietra testimonierebbe il lavoro di restauro effettuato. Sempre nelle Notizie storico-statistiche risulta inoltre che nel 1885 il tetto della parrocchia è stato restaurato.
L’altare maggiore in marmo è stato costruito nel 1804 per volere del rettore Masala, che lasciò pure le case parrocchiali. La statua in legno policromo raffigurante S. Cecilia è collocata sull’altare maggiore e risale probabilmente al XVII secolo.
Dalle Respuestas apprendiamo che la parrocchia era provvista di sette altari, compreso quello maggiore, e che vi si conservava una preziosa reliquia di S. Cecilia e una di S. Antioco.
Sempre le Respuestas documentano la pratica di seppellire i defunti anche nella parrocchia, così come nelle chiese filiali di S. Antioco e S. Antonio, e confermano la presenza in parrocchia di losas, pietre sepolcrali.
S. Cecilia nel ‘700 veniva festeggiata con la novena e la messa il 22 novembre, come risulta sia dal Catalogo che dalle Respuestas.
Analoga la testimonianza contenuta nelle altre fonti.
Oggi, in onore della patrona del paese si celebrano messa e processione, durante la quale si conduce lungo le strade del paese una piccola statua che raffigura la Santa, custodita in parrocchia insieme a quella ben più grande e antica esposta sull’altare maggiore.
 
Santa Luxia (Santa Lucia)
È probabile che anticamente una parte del paese si estendesse a sud-est di dove sorge oggi intorno a quella che era la chiesa intitolata a S. Lucia, di cui sono ancora visibili i ruderi. Nelle fonti si legge che la chiesa di S. Lucia un tempo fu probabilmente parrocchia.
Nel Catalogo delle chiese e delle feste del paese di Escolca, il rettore Masala scrive che fino ad una ad una ventina d’anni prima, e quindi più o meno fino al 1860, grande era la devozione con cui la popolazione di Escolca festeggiava S. Lucia. Gli abitanti di Escolca accompagnavano il simulacro della Santa con una solenne processione dalla chiesa parrocchiale di S. Cecilia fino alla chiesetta campestre a lei intitolata, come documentano queste righe: “Existe en salto de esta villa de Escolca la Igl.a rural de Santa Lucia en la disen los Morad. De esta villa que se celebrava la fista della misma Santa el Martes terces dia de Pasqua de Resurrecion con gran devocion y concurso del pueblo, llevandose el Bulbo de dha Santa de la Paroq.a a su Igl.a con solenne procession y seguito de este pueblo. En esta Igl.a disen assy bien los Morad. que ser uno vinte anos poco mas o menos que no se boluiò a celebrar esta fiesta, ni Missa, p.er la Igl.a indecent. Agora el actual R. entiende redificarla, segun de facto ha empecado, por veer la mucha devocion, e inclinacion, que sus Filigres y tienen para este effecto”.
Le condizioni di grave deterioramento della chiesa in seguito ne imposero l’abbandono, e di fatto causarono la caduta in disuso dei festeggiamenti in onore di S. Lucia. La sua statua è oggi custodita nella parrocchia a testimonianza di un’epoca scomparsa in cui con grande devozione gli abitanti di Escolca prendevano parte ai suoi festeggiamenti. Non si sa a che periodo risalga la statua più antica di S. Lucia; don Siddi scriveva nella Cronistoria della parrocchia che tra i primi provvedimenti adottati rientrava l'acquisto di una nuova statua raffigurante la Santa, dato che la prima, già interdetta dal 1902, era stata messa da parte. Alta 120 cm, in legno scolpito e pittura policroma, la nuova statua fu acquistata per 600 lire da un artigiano della Provincia di Bolzano, con i risparmi si un libretto postale intestato a S. Lucia.

Sagra sa dia de s’ollu e su liori

Sa Dia de s'Ollu et su Liòri è una festa, la festa dell'olio e del pane di Escolca, questo piccolissimo centro incastonato tra giare e colline dove il tempo sembra essersi fermato.
È la festa della nostra ospitalità, con cui vogliamo farti immergere in un mondo fatto anche delle gioie che questi tesori della terra sanno dare. Vogliamo farti vivere tradizioni centenarie, attività,
luoghi, pezzi di storia, cultura locale, archeologia e altri aspetti legati all'olio e al pane che per secoli hanno accompagnato l'esistenza degli uomini e delle donne di Escolca.
È la festa del nostro abbraccio, che si aprirà per accoglierti in modo semplice e ti farà sentire come a casa. Potrai entrare nei luoghi dove ancora sono custoditi antichi strumenti di un sapere lontano, chiacchierare con noi, gustare sapori quasi estinti eppure ben vivi di un olio fatto con amore e di un pane sfornato secondo la tradizione.
Per tutta la giornata sarà possibile assaporare prodotti genuini e freschi come l’olio e il pane, visitare i luoghi dove si tengono antichi strumenti di lavoro e visitare , con il sotto fondo di musiche itineranti,questo grazioso centro . Presso il Parco Madonna delle Grazie con un minimo contributo si potrà  usufruire di un pranzo a base di prodotti tipici del territorio. L’olio di Escolca è particolarmente apprezzato per le sue caratteristiche organolettiche: è fruttato e profumato e il frantoio del paese ha le mole di granito.
Il programma prevede anche delle esposizioni di prodotti artigianali.

Per ulteriori informazioni è possibile chiamare il numero: 349 49 79 037 oppure 346 80 35 822 oppure
prolocoescolca@tiscali.it